lunedì 6 febbraio 2017

2/2015 Quando l'imperatore era un Dio


Quando l'imperatore era un Dio
Julie Otsuka
pag. 137
ed. Bollati Boringhieri
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Secondo libro di Julie Otsuka, dopo "Venivamo tutte per mare" e racconta idealmente cose successe alle "spose in fotografia" del primo libro.

Dopo lo scoppio della guerra, dopo Pearl Harbour, dopo l’ordine di evacuazione del febbraio 1942 che le costrinse a lasciare le loro abitazioni per essere internate nei campi di lavoro, come se fossero dei nemici, e costituissero un pericolo per gli americani.
Come se loro non fossero americani, anche se di origine giapponese, senza tenere conto che i bambini frequentavano le scuole, avevano amici.
Vengono spinti nel giro di poche ore ad abbandonare la loro casa, portandosi il minimo indispensabile per essere trasferiti altrove, caricati su treni, obbligati a partire per una destinazione ignota.

Non ero a conoscenza di questa parte della storia della seconda guerra mondiale, e mi ha fatto molto piacere poter leggere e imparare anche di queste ingiustizie.
Alcuni mesi fa ho visto un film ambientato proprio all'interno di uno di questi campi, che mi ha dato modo di approfondire questo tema, che mi piacerebbe conoscere più a fondo.

sabato 4 febbraio 2017

5/2017 Rosso Malpelo e La Roba



Rosso Malpelo e La Roba
di Giovanni Verga
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Come dicevo in un post di diversi anni fa, ho avuto una docente al ginnasio che mi ha fatto conoscere e amare Verga, Pirandello e Carducci, fra gli altri,
Mia figlia li sta facendo ora a scuola, e le ho chiesto in prestito i due testi.
Li ho letti con piacere, amandoli ancora di più, con una consapevolezza da adulta, e mi ha fatto riflettere se davvero leggerli durante l'adolescenza, spesso obbligati dal corso di studi, ce li faccia apprezzare davvero come dovrebbe.
Mi auguro che queste due novelle siano l'inizio per rileggerne parecchie altre.

Rosso Malpelo
racconta la storia di Rosso Malpelo, chiamato cosi per il colore dei suoi capelli, che lavora in miniera con suo padre, e che viene bistrattato da tutti, anche da sua madre e da sua sorella.
Quando in miniera viene a lavorare Ranocchietto, un ragazzino che non può più svolgere il suo lavoro abituale a causa di una caduta, Malpelo si prende cura di lui, ma non con affetto, cercando di indurirlo e di prepararlo a difendersi dagli altri,

La Roba
questa novella parla di Mazzarò che da bracciante diventa il ricchissimo padrone di tutte le terre, terre molto fertili che producono raccolti eccezionali.
Ma Mazzarò, memore della povertà patita, non si gusta i frutti del suo duro lavoro, ma investe tutto quello che ha per comperare nuove terre.

venerdì 3 febbraio 2017

4/2017 Rosa Candida


Rosa Candida
di Audur Ava Olafsdottir
pag. 206
ed. Einaudi
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Mi sono lasciata attirare soprattutto dalla copertina e ho fatto bene.
Ho seguito passo per passo Lobbi che partito dall'Islanda ha attraversato mezza Europa per andare a prendersi cura di un famoso roseto in un monastero, cercando di lasciarsi alle spalle un padre anziano, un fratello autistico, il ricordo della mamma appena morta e una bimba nata dall'incontro di una notte.
Ho amato moltissimo questo ragazzino alla ricerca di se stesso che si pone parecchie domande sulla vita e sulla morte, tanto quanto mi  ha irritato la mamma della sua bambina.
Mi sarebbe piaciuto sapere i nomi dei paesi che ha attraversato, cosi come sapere in che nazione era il monastero.

Ma di sicuro lo consiglio, mi ha lasciato la voglia di leggere altri libri ambientati in Islanda.

giovedì 2 febbraio 2017

3/2017 Ethan Frome


Ethan Frome
di Edith Wharton
pag. 145
ed. Rizzoli
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Ho conosciuto questo libro in seguito alla segnalazione di Michele Fazioli per il "Circolo dei libri", purtroppo non riesco a partecipare ai loro incontri, ma seguo spesso i consigli di lettura.
Mi ha catturato fin dalle prime pagine e mi ha ricordato molto Stoner di John Williams.
L'ho trovato molto attuale anche se è stato scritto nel 1911.

Racconta la storia di Ethan Frome, che vive in un paesino del Massachusetts ed è ambientato tutto in inverno, forse per rendere ancora più un senso di freddo nella vita di Ethan, fatta di poche gratificazioni e di molto lavoro. Sposato con la meschina Zeena, di qualche anno più grande di lui ma che ne dimostra parecchi in più, sembra trovare un raggio di luce quando la cugina di Zeena, Mattie, viene a vivere in casa loro.

2/2017 Amiche di penna


Amiche di penna
di Marosella di Francia
e di Daniela Mastrocinque
pag. 193
ed. Mondadori
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Ho scelto questo libro per la sfida di LeggiAmo, mi serviva un romanzo epistolare e durante il mio giro per librerie ha subito catturato la mia attenzione.
Devo purtroppo ammettere che non ho letto ne Anna Karenina ne Madame Bovary, e se da una parte il libro mi ha dato modo di conoscere a grandi linee le due storie, non mi ha nemmeno invogliato a leggerle, soprattutto quando ad un certo punto le due storie si intersecano con un terzo personaggio famoso.

Trama:
Mentre è in viaggio in Italia con il suo amante Vrónskij, Anna Karénina avvia quasi per caso una corrispondenza con Emma Bovary, una signora francese che abita in provincia. Per sfuggire alla monotonia della propria vita, Emma cerca rifugio nei piaceri della letteratura e quindi non esita a consigliare ad Anna di leggere L'epistolario di Abelardo ed Eloisa, che l'ha conquistata. Anche sulla spinta di questa comune passione, le due donne iniziano a scriversi con assiduità e a scambiarsi racconti, chiacchiere e considerazioni sulle rispettive esistenze, che in parte ricalcano la trama dei romanzi di cui sono protagoniste, in parte la reinterpretano o la reinventano. Mentre la corrispondenza tra Anna ed Emma si fa sempre più intima e disinibita, a una festa in casa Guermantes Anna incontra Charles Swann, che la introduce nei fascinosi ambienti di una Parigi a lei sconosciuta, l'accompagna al Père-Lachaise sulla tomba di Abelardo ed Eloisa, all'atelier di Degas, ai caffè degli impressionisti e soprattutto le presenta la sua amante, la cocotte Odette de Crécy. Nel frattempo, a Rouen, Emma incontra a teatro Rossella O'Hara e Rhett Butler: prigioniera delle sue passioni e ostinata nel desiderio di evadere dal meschino orizzonte borghese, progetta di partire per l'America con la sua nuova ed effervescente amica... Lettera dopo lettera prende dunque forma una galleria di personaggi femminili indimenticabili: donne romantiche, appassionate e sognatrici oppure irrisolte, ciniche, disincantate. Anna ed Emma, specchiandosi l'una nell'altra, mettono a confronto con sempre maggiore intensità le rispettive concezioni dell'amore, si confidano, s'ingannano, s'inseguono, si sfiorano senza mai incontrarsi. Riusciranno a cambiare il proprio destino?

martedì 31 gennaio 2017

1/2017 L'amore é un progetto pericoloso di Graeme Simsion


L'amore è un progetto pericoloso
di Graeme Simsion
ed. Longanesi
pag. 320
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Cerco sempre di finire e di cominciare l'anno con un libro divertente,  e anche questa volta il professor Don Tillman non mi ha delusa.
Secondo libro di Graeme Simsion, che fa da seguito a "L'amore è un difetto meraviglioso", vede Don e Rosie alle prese con l'arrivo di un bimbo. Ma riuscirà il controllatissimo professore australiano ad accettare nella sua vita tutti questi nuovi cambiamenti?

Devo dire che questo secondo libro mi è piaciuto un po' meno del primo, Don soffre della sindrome di Asperger, e trovo che si sia cavalcato molto questo tema, a volte calcandolo un po' troppo, forse per riuscire ad ottenere il clamoroso successo avuto con in precedenza.

Trama:
Il «Progetto Moglie» di Don Tillman, professore di genetica australiano in trasferta a New York, sta andando alla grande. Felicemente sposato con Rosie, la ragazza che come un ciclone ha travolto la sua vita, Don sta scoprendo che si può vivere sereni anche in un appartamento pieno di inutili oggetti decorativi, e con un frigorifero invaso di cibi dimenticati. Niente di tutto questo è facile, per il professor Tillman, perché da sempre, per la sua stessa conformazione mentale, è abituato a programmare ogni aspetto della sua vita: dal consumo dei pasti agli spostamenti casa-lavoro effettuati in nome dell’efficienza.Ma Rosie – la «donna più bella del mondo» per Don – ha portato nella sua vita un tale grado di felicità da compensare anche i piccoli fastidi di una vita disordinata.E in fondo, Don sapeva fin dall’inizio che l’amore è un progetto pericoloso, e non può fare a meno di chiedersi ogni giorno se Rosie non sia vittima di un macroscopico abbaglio. Don teme che arrivi il momento in cui Rosie si renderà conto di non poter stare con un uomo così maniacale, rigido e refrattario agli imprevisti. Anche perché è in arrivo l’imprevisto degli imprevisti, il progetto più pericoloso di tutti.Ed è quando sente Rosie pronunciare le parole «Siamo incinti» che Don capisce di dover affrontare la prova più grande: dimostrare di essere pronto a fare il padre...

lunedì 30 gennaio 2017

Libri letti nel 2016

Da parecchio tempo non scrivo più nel blog, e in effetti non ho fatto un post per ogni libro letto, come avrei desiderato fare, ma non dispero di riuscire a mettermi in pari, anche se mi mancano molte "recensioni" dei libri letti nel 2015.
In attesa di riuscire ad aggiornare i post sui libri di cui ancora non ho parlato, metto la lista di quelli letti nel 2016, con un brevissimo resoconto per ognuno.
  1. Le tre minestre di Andrea Vitali, come ogni anno cerco di cominciare con il sorriso, e ancora una volta Vitali riesce a farmi sorridere, con le piccole manie dei paesini di lago come quello in cui lui è cresciuto.
  2. Still Alice (Perdersi) di Lisa Genova, tema molto forte questo del morbo di Alzheimer, qui descritto magistralmente. Dopo il libro ho avuto l'occasione di vedere il film, che perdendo un po' nella sua trasposizione cinematografica, rimane abbastanza fedele alla storia scritta.
  3. Il calzolaio dei sogni, autobiografia di Salvatore Ferragamo, libro che mi è stato prestato da mia figlia Lucrezia, appassionata di Ferragamo. Ho amato molto la storia di questo uomo che si è fatto da se, cadendo e rialzandosi diverse volte, sempre facendo grandi sacrifici, che l'ha portato ad essere conosciuto in tutto il mondo ancora oggi.
  4. Il sapore del Natale di Andrea Vitali, una divertente novella di Natale, ambientata fra gli strampalati abitanti di un paesino.
  5. Camilla che odiava la politica di Luigi Garlando, La politica vista dalla parte di Camilla, una ragazzina, che se da prima la odia, pian piano comincia a capirla aiutata da un barbone che si aggira nei pressi della scuola. Non ho amato molto il finale, direi un po' troppo irreale.
  6. La Mennulara di Simonetta Agnello Hornby, una delle mie scrittrici preferite, anche questa volta non si smentisce e mi tiene incollata alle pagine. Raccontando la storia dell'astuta Mennulara a servizio di una famiglia di stolti, troppo attaccati al denaro per fermarsi a riflettere prima di compiere gesti sconsiderati.
  7. Niente è come te di Sara Rattaro, piacevolissima scoperta, non avevo letto nulla di lei e mi ha tenuta incollata dalla prima all'ultima pagina, toccando il non facile tema dei bambini contesi fra genitori.
  8. Butcher's Crossing di John Williams, dopo Stoner, anche questo secondo libro di Williams mi ha catturata, facendomi conoscere da vicino la caccia ai bisonti, e facendomi immergere nella storia come se fossi li all'accampamento.
  9. Let it Snow di aut. div., libro che si struttura in tre parti, scritte da tre autori diversi, ma con un fil rouge fra le tre storie, con personaggi in comune che si intrecciano, partendo da un treno fermo in sui binari a causa di una bufera di neve, molto bello.
  10. Il colore della neve di Jodi Picoult, ambientato in Alaska, mi ha fatto venire voglia di conoscere più a fondo gli eschimesi, ben scritto nonostante il tema non facile della violenza su una ragazzina di 15 anni.
  11. Una più uno di Jojo Moyes, libro leggero e strampalato di una famiglia incasinata che affronta un po' incoscientemente un viaggio attraverso l'Inghilterra per poter raggiungere una gara di matematica.
  12. Mio fratello rincorre i dinosauri di Giacomo Mazzariol, una piacevole testimonianza da parte di Giacomo che ha un fratello con la sindrome di Down e ne parla a volte con allegria, altre con una punta di rancore, ma sempre con alla base tutto l'amore che prova per il fratello. Divertentissimo il loro video su Youtube.
  13. Splendi più che puoi di Sara Rattaro, secondo libro per me di Sara Rattaro, che conferma ancora una volta che mi piace il suo modo di scrivere, questa volta alle prese con la violenza domestica e l'omertà.
  14. Adulterio di Paulo Coehlo, non è fra i miei autori preferiti, mi piacciono di più le sue frasi che i suoi libri, e non so perché ma ci ricasco sempre. Forse questo è quello che mi è piaciuto di più, meno religioso degli altri, più scorrevole, anche se non ho apprezzato molto il suo continuo sottolineare le abitudini svizzere, per me che lo sono, sono cose più o meno usuali, non mi è mai capitato di leggere nessun altro libro in cui venga posto cosi marcatamente l'accento sulle abitudini.
  15. La casa per bambini speciali di Miss Peregrine di Ransom Riggs, non il mio genere preferito di lettura, ma mi ha catturata fin dalle prime righe, tenendomi incatenata al libro, sia per il testo che per la bellissima edizione, molto curata. Ho visto recentemente il film al cinema, diretto dal magnifico Tim Burton, e a parte alcune inesattezze, forse dovute alla trasposizione, ho trovato che era perfettamente uguale al "film che mi ero girata io" mentre leggevo il libro. Uscita dal cinema mi sono precipitata a prendere il secondo libro.
  16. Smith & Wesson di Alessandro Baricco, ancora una volta mi sono stupita di come Baricco riesca a catturarmi con temi sempre diversi e con libri di poche pagine. Ho letto recentemente che Baricco o lo ami o lo odi, io rientro di sicuro nella prima categoria.
  17. Le cene inutili di Massimo Paperini, la storia di Guglielmo Testa, cuoco nato nel 1881 nella sala piccola del ristorante di suo padre e che ha vissuto la sua intera vita in cucina in giro per l'Europa, mantenendo sempre alta la voglia di cucinare. In diversi passaggi ho riconosciuto la mia passione per la buona cucina
  18. Cosa pensano le ragazze di Concita De Gregorio, il libro nasce dalle interviste a 1000 ragazze a cui sono state poste una serie di domande, dalle quali fuoriescono tante problematiche antiche ma purtroppo sempre attuali.
  19. Un week end da sogno di Jojo Moyes, libro breve che racconta di un week end a Parigi, avrebbe dovuto essere un romantico viaggio, ma diversi imprevisti hanno cambiato tutte le aspettative. Carino, si legge molto in fretta.
  20. Aspetta primavera Bandini di John Fante, questo libro mi ronzava in giro da un po' ma ne avevo sempre un altro in lettura. Poi un amico che non ama leggere me ne ha parlato come del suo libro preferito e la cosa mi ha incuriosito molto. Appena l'ho cominciato l'ho divorato in pochissimi giorni.
  21. Vita segreta di una gourmet di Jessica Tom, altro libro scelto per la mia passione per la cucina, ma che non mi ha soddisfatto in pieno, anche mi ha fatto conoscere diverse cose che non sapevo sulla ristorazione a New York e sulle guide.
  22. Tempesta di neve e profumo di mandorle di Camilla Läckberg, raccolta di quattro racconti brevi e uno più lungo che da il titolo al libro, molto carino, mi ha ricordato molto "Dieci piccoli indiani" di Agatha Christie.
  23. La fortuna non esiste di Mario Calabresi, una selezione di racconti di Mario Calabresi raccolti mentre era corrispondente dagli Stati Uniti. Ho letto questo libro durante gli ultimi giorni delle elezioni USA e ho capito perché ha vinto Donald Trump.
  24. Premiata ditta Sorelle Ficcadenti di Andrea Vitali, ancora una volta mi è piaciuto, racconta le vicende di paese, le meschinerie e gli intrallazzi con umorismo.
  25. I frutti del vento di Tracy Chevalier, amo moltissimo i libri di Tracy Chevalier, una cosa che cerco sempre mentre leggo è di imparare cose nuove, e in ogni suo libro lei tratta un tema in modo molto approfondito. In questo caso della vita nella palude nera negli Stati Uniti, l'esportazione di specie botaniche e le sequoie giganti di Calaveras.
  26. Lois la strega di Elizabeth Gaskell, breve racconto ambientato nella puritana America nel periodo della caccia alle strega, in cui ogni piccola stranezza veniva considerata come segno di stregoneria.
  27. Follie di Brooklyn di Paul Auster, racconta la storia di Nathan Glass che torna a Brooklyn per vivere quello che resta della sua vita in pace, e si ritrova suo malgrado coinvolto nella vita degli altri.
  28. Carne trita di Leonardo Lucarelli, altro libro sulla cucina, mi sarei aspettata un po' più cucina, un po' meno spocchia e autocelebrazione.

martedì 10 novembre 2015

Morte dei marmi

 
 
 
Morte dei Marmi
Fabio Genovesi
ed. Laterza
pag. 139
****
 
Quando pensiamo a Forte dei Marmi la prima cosa che viene in mente è il lusso, la ricchezza, le vacanze da nababbi, le discoteche più in, i VIP che girano e che si ha spesso la fortuna di incontrare.
Ma è davvero tutto cosi?
Beh in parte si, ma per alcuni mesi all'anno, perché per dirla come Genovesi, d'estate al Forte sembra di essere a Las Vegas, mentre per il resto dell'anno sembra di essere a Bucarest.
Ho avuto la fortuna di frequentare Forte dei Marmi e la Versilia durante tutto l'anno, e riconosco parecchie problematiche che vengono elencate, ma se devo essere sincera, a me il Forte piace soprattutto in autunno, quando ritorna ad essere più a livello umano, quando i suoi abitanti cominciano pian piano a riprenderne possesso.
 
Cerco sempre di cominciare e finire l'anno con un libro divertente, e devo dire che questo ha risposto in pieno alle mie aspettative, un libro che si legge velocemente e divertente.
Divertente ma...
ma che mi ha dato parecchi spunti di riflessione, spunti che potrebbero essere applicati a qualsiasi località a vocazione turistica, dove nei periodi più caldi, o freddi a seconda della peculiarità turistica del luogo, ci si ritrova con orde di turisti che si riversano in musei, piazze, ristoranti e spiagge come orde di barbari, per i quali si cerca di offrire sempre di più, organizzando ogni sorta di manifestazione o creando attrazioni per far in modo che sempre più persone scelgano queste mete.
Periodi che in diversi luoghi stravolgono di molto la vita di chi vive in questi luoghi tutto l'anno, con conseguenze anche positive, come il lavoro per alcuni mesi all'anno, ma anche con una serie di disagi.
 
Per quello che riguarda qui da noi l'arrivo dei turisti non è cosi massiccio, da aprile a ottobre ci sono diversi momenti, quali vacanze o ponti infrasettimanali, oppure congressi o raduni che portano diverse persone a scegliere Lugano e il Ticino.
Lavorando nel settore alberghiero, ho spesso però l'occasione di parlare con i clienti, che mi dicono come durante l'estate vengano organizzate parecchie cose e ci siano diverse cose da fare, ma che purtroppo a partire da fine ottobre parecchie infrastrutture siano chiuse, nonostante spesso durante i mesi invernali le temperature non sono cosi rigide.
Trovo inoltre che a volte ci sia un sovraesporsi delle manifestazioni, che bisognerebbe magari spalmare sull'arco dell'intero anno.
 
 

Il Fu Mattia Pascal


Il Fu Mattia Pascal
Luigi Pirandello
ed. Giunti
pag. 320

Questo libro mi ricorda sempre di quanta differenza possa fare un buon insegnante nella formazione dei ragazzi.
Al ginnasio avevo una docente di italiano, professoressa Siebenburger, che aveva una vera passione per la letteratura, e che mi ha fatto amare Verga, Pirandello, Carducci e altri grandi della letteratura italiana, mi ricordo l'esame finale come un bel momento, l'occasione per ridare alla professoressa tutto quello che mi aveva dato nei due anni in cui era stata la mia docente, e l'occasione per mostrare agli esperti (o periti d'esame) quanto era riuscita a trasmettermi questa piccola donna in poco tempo.
Sono consapevole che l'amore per la lettura che ho fin da piccola abbia fatto la sua parte, altri miei compagni non amavano leggere, ma ancora oggi, a parecchi anni di distanza se penso a questa professoressa mi torna il sorriso sulle labbra al pensiero della passione per la professione che trapelava dalle sue lezioni.

Il romanzo parla di Mattia Pascal che scopre in seguito ad una grossa vincita a Montecarlo che tutti lo credono morto.
Decide quindi di non parlare del malinteso ma di ricominciare da zero la sua vita, inventandosi una nuova identità e cambiando paese.
Ma purtroppo non sarà tutto cosi facile, fin da subito,


sabato 7 novembre 2015

La locandiera

 


La Locandiera
Carlo Goldoni
ed. Einaudi
pag. 111
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In terza ginnasio avevamo letto questo libro, e se non mi sbaglio ne avevamo anche interpretato alcuni pezzi.
Questa commedia mi era piaciuta molto, e a distanza di anni me ne ricordavo ancora parecchi passaggi.
Per una sfida di lettura, dovevo leggere un libro scritto prima del 1800, ho pensato subito che mi sarebbe piaciuto rileggerlo e ho fatto bene.

Ho ritrovato nel libro tutto quello che mi era piaciuto trent'anni fa, l'ironia, la furbizia, il divertimento e anche una certa rivalsa su personaggi che si credono superiori ma non lo sono.
Ho amato molto anche i piccoli escamotage ideati da Goldoni per fare in modo che tutto si intrecciasse alla perfezione, un misto di sagacia e astuzia che avevo già apprezzato molto leggendo "La Mandragola" di Niccolo Machiavelli.

Il coperchio del mare



Il coperchio del mare
Banana Yoshimoto
Ed. Feltrinelli
pag. 113
****

Banana Yoshimoto non è una delle mie scrittrici preferite.
Non riesco a cogliere quella magia, quella profondità che decantano le mie "colleghe" lettrici, e devo ammettere con molta vergogna che per il terzo anno consecutivo leggo un suo libro per riempire la lettera Y nelle sfide di lettura.

Questo fino ad oggi.
Non so se è perché finalmente comincio ad  abituarmi al suo stile di scrittura, o se perché in questo romanzo il tema della morte non è il fulcro attorno al quale ruota tutta la storia.
Mi è piaciuto, non tanto da farmi cambiare idea, ma questo in particolare l'ho letto senza sentirmi gravata da un peso.

Racconta dell'amicizia che si crea fra due ragazze che sono obbligate a passare un'estate assieme.
Mari dopo aver finito l'università decide di aprire al suo paese un chiosco per le granite, la mamma di Mari decide di ospitare Hajime, figlia di una sua amica, alla quale è appena morta la nonna alla quale lei era legatissima.
Ovviamente Mari non è molto felice di questa imposizione, ma alla fine nascerà tra loro una bella e solida amicizia.

Mentre leggevo mi chiedevo come fosse possibile che dopo essersi laureata all'università decidesse di aprire un chiosco di granite, fino a quando non ha spiegato di aver visto una signora anziana che faceva lo stesso lavoro, e la gioia che si dipingeva sul volto dei bambini e degli adulti quando gustavano la loro granita. Aveva deciso che per la vita avrebbe sempre voluto poter donare un momento di beatitudine agli altri.

Amo moltissimo le granite, d'estate appena posso me la concedo, anche se qui nella mia zona non se ne trovano molte.
Il mio posto preferito è vicino a San Lorenzo, lontanissima da casa mia, ma mio posto del cuore.
Quest'anno inoltre ho avuto modo di gustare altre due granite che resteranno a lungo nella mia memoria, la prima a Pavia, in un baretto nei pressi della stazione degli autobus, dove una signora gentilissima ci ha fatto assaggiare per le prima volta una granita fatta al momento, non dalle solite macchinette. Tutta un'altra cosa!
La seconda l'abbiamo mangiata all'expo 2015 a Milano guardando lo spettacolo dell'Albero della Vita, degna conclusione di una giornata davvero bella.

Quello che gli altri non vedono


Quello che gli altri non vedono
di Virginia MacGregor
Ed. Giunti
pag. 400
****

Strano come a volte siano i libri a chiamarci.
Da qualche anno negli uffici postali qui da noi vendono un po' di tutto, compresi libri, quest'idea mi piace molto perché mentre sono in fila leggo sempre il risvolto di copertina, e spesso ne prendo uno.
Mi è già capitato più volte di trovare sui ripiani libri che poi ho amato moltissimo, non so se tutti gli uffici postali abbiano la stessa scelta di libri o se c'è qualcuno che decide quale esporre.
Mentre invece nelle edicole c'è un'ampia scelta di libri, peccato siano quasi tutti in tedesco, mentre in italiano spesso e volentieri hanno solo libri della serie Harmony, ma questo è tutto un altro discorso.

La prima cosa che mi ha colpito del libro è stata la copertina, poi la trama sembrava interessante, appena ho cominciato a leggerlo non sono più riuscita a smettere.
Molto bello e avvincente, anche se ho trovato la storia un po' utopistica, l'ho amato molto.
Di una semplicità disarmante, non si può fare a meno di amare tutti i personaggi per il loro essere cosi normali, con i loro fastidi e i loro problemi, dalla bisnonna che si rende conto che sta scivolando sempre più nell'oblio e cerca di insegnare a Milo, il protagonista a vedere le cose in modo diverso, cosa non facile per lui affetto da retinite pigmentosa, dalla mamma alle prese con un figlio con problemi, un marito che l'ha lasciata e difficoltà finanziarie, a tutto un corollario di personaggi buffi, irreali e improbabile che danno al libro il sapore di una bella fiaba.

lunedì 19 ottobre 2015

La mandragola


La Mandragola
Niccolò Machiavelli
Ed. Einaudi
pag. 84
****

La Mandragola di Niccolò Machiavelli è una commedia teatrale satirica scritta nel 1518, ma per noi qui in casa è chiamata affettuosamente "Mandri", si perché questo piccolo libriccino, di poco più di ottanta pagine, siamo talmente abituati a vederlo spuntare ovunque che è diventato uno di famiglia, sbuca sulla tavola della colazione, appare in giardino, occhieggia dalla borsa ad ogni viaggio e si fa tutte le volte la tratta "casa di Firenze-casa di Vaglio", fra un po' gli daranno la carta Freccia con il nome stampato sopra!!!

"Mandri" è un intoccabile.
A casa nostra si condivide tutto, ma gli "intoccabili" sono si proprietà esclusiva di una persona, se un oggetto viene messo in questa categoria, non è soggetto ne al prestito ne alla suddivisione, a meno di non farne una regolare richiesta.
Questa regola era stata decisa quando le nostre figlie erano piccolissime per evitare litigi,  per rientrare fra gli "intoccabili" doveva essere speciale, non potevano inserire ogni loro cosa, ma solo quelle a cui tenevano in modo particolare.
Oggi questa regola vige ancora ma viene applicata raramente, a parte in questo caso.
"Mandri" è di proprietà esclusiva di Lucrezia.

Sono quindi particolarmente riconoscente di averla potuta leggere.
Conosco Machiavelli per aver letto "Il Principe" e ho apprezzato moltissimo l'arguzia di questo Fiorentino.
Ho voluto leggere "La Mandragola" per leggere un'altra sua opera, ma soprattutto per capire qual è stata la scintilla che ha fatto innamorare Lucrezia di questo libro, cosa l'abbia spinta a prenderlo come lavoro di diploma e soprattutto come abbia fatto Machiavelli a far appassionare una ragazza nata quasi 480 anni dopo la pubblicazione della sua commedia.
Il racconto mi è piaciuto molto, ho amato l'ironia e la satira, ma quello che ho amato più di tutto è stato il leggere proprio questo libro, sfogliato e "gustato" all'inverosimile, come si può vedere dalla foto.
Leggendo, mi sembrava quasi di poter assorbire tutto il piacere che Lucrezia ne ricava leggendolo e rileggendolo.



Trama con spoiler
La storia si svolge a Firenze nel 1504. Callimaco è innamorato di Lucrezia , moglie dello sciocco dottore in legge messer Nicia. Con l'aiuto del servo Siro e dell'astuto amico Ligurio, Callimaco, in veste di famoso medico, riesce a convincere messer Nicia che l’unico modo per avere figli sia di somministrare a sua moglie una pozione di mandragola (da qui il titolo della commedia), ma il primo che avrà rapporti con lei morirà. Ligurio trova presto una geniale soluzione: a morire sarà un semplice garzone, cosa che tranquillizza parzialmente Nicia, il quale resta comunque perplesso, visto che qualcuno dovrà andare a letto con sua moglie. Naturalmente Ligurio ha pensato all'amico Callimaco, che spasima per Lucrezia: infatti non vi sarà nessun garzone come vittima predestinata, bensì sarà lo stesso Callimaco a travestirsi da tale. In una famosa e molto divertente scena, il garzone-Callimaco viene colpito e portato a casa di Nicia, e poi infilato nel letto insieme a Lucrezia. Questa, che nel frattempo è stata convinta a consumare il rapporto adulterino da fra' Timoteo, accetta, e nel momento in cui scopre la vera identità di Callimaco, acconsente alla fine a diventare sua amante. Dopo la notte degli inganni, riassunte le sembianze del medico, Callimaco ottiene dall'inconsapevole Nicia, contento della futura paternità, il permesso di abitare in casa sua e quindi di godere, non visto, delle grazie di Lucrezia.

sabato 7 febbraio 2015

Stoner

Stoner
di John Williams
Ed. Fazi
Pag. 332
*****

L'ho finito da qualche giorno, e mi manca, mi sembra strano non aprire il libro per leggere ancora di Bill Stoner, non saprei dire cosa mi è piaciuto, come non saprei dire perché mi ha tenuto incollata alle pagine.
E' un romanzo tranquillo, pacato, come ho immaginato che fosse il protagonista, non ci sono incredibili colpi di scene, ne improvvise svolte.
Il capitolo iniziale riassume già la storia, e i capitoli successivi sembrano la spiegazione di quello che è avvenuto nel corso degli anni.
Il libro segue placido il racconto della vita di Bill Stoner, figlio di contadini che viene iscritto alla facoltà di agraria dal padre, pensando che questo possa essere di aiuto nella conduzione della loro fattoria.
Ma durante il secondo anno, a causa di una domanda del caustico e acuto professor Archer Sloane, Bill scopre il suo amore per la letteratura, a cui dedicherà tutta la sua vita.

Lo so che con queste premesse sembra un libro piatto e noioso, ma non lo è!
E' un libro da leggere e sono sicura che lo si amerà, così come l'ho amato io.
Più di una volta mi sono chiesta perché non si ribellava a tutte le piccole angherie che subiva, perché non scappava dalla meschinità delle persone che lo circondavano, mi sono detta che non era possibile che non gliene andasse bene una, ma dopo averlo letto tutto, mi sono resa conto che il modo di vivere placido e tranquillo, senza picchi, era il modo di vivere a lui congeniale e che forse non era così passivo come il suo personaggio lasciava intendere, si limitava a seguire il corso degli eventi.

Nessuno sa di noi

Nessuno sa di noi
di Simona Sparaco
Ed. Giunti
Pag. 256
****

Come ho scritto nel post precedente mi piace finire e cominciare l'anno con un libro allegro, che mi faccia sorridere, ma dovevo assolutamente riconsegnarlo in biblioteca perché scadeva il prestito e io ce l'avevo già da un po'.
Non lo cominciavo perché sapevo che parlava di aborto, un argomento che non mi piace, anche se, come in questo caso, si parla di aborto terapeutico.
La difficilissima scelta a cui si trovano confrontati i futuri genitori, che sanno che il loro bimbo non sopravvivrà al momento del parto e che si sentono costretti a fare l'unica scelta che non vorrebbero mai essere chiamati a fare.
Trovo che la storia venga raccontata molto bene, dando tutto il risalto possibile al dolore straziante e lacerante di questa mamma, che in questo terribile momento non riesce giustamente ad avere la lucidità necessaria a capire che anche il suo compagno sta soffrendo terribilmente, un papà che sembra abbia imposto per freddezza una scelta, ma scopriremo verso la fine che ha dovuto mantenere questa facciata per non soccombere anche lui e per poter sostenere la sua compagna.

Duro come un pugno allo stomaco, molto realista e molto vero, con le tematiche affrontate bene, come ad esempio gli amici che chiedono e vogliono sapere e il dolore di dover fingere una partecipazione che non si prova nei confronti di amiche neomamme.

Mi sono piaciute le lettere che introducono i capitoli, scritte dalle lettrici della rubrica che Luce, la protagonista, tiene su una rivista.

Anche in questo caso, come nell'"Accabadora" non esiste mai una scelta giusta e indolore.